“Vaticano Zero Day”: la Chiesa nell’era dell’intelligenza artificiale e delle guerre ibride
Il nuovo saggio di Luigi Ricci analizza le vulnerabilità del Vaticano tra AI, disinformazione, manipolazione narrativa e conflitti globali
In libreria dall’8 maggio per Lindau Editore
Roma, 7 maggio 2026 – Non ha eserciti, non ha confini, non lascia tracce evidenti. Eppure è già in corso. È la guerra ibrida del XXI secolo: un conflitto che non si combatte più soltanto con armi convenzionali, ma attraverso dati, algoritmi, campagne di disinformazione, manipolazione dell’opinione pubblica e controllo delle narrazioni.
È da questo scenario che prende le mosse “Vaticano Zero Day. Guerre ibride, e nuove minacce alla chiesa nell’era dell’intelligenza artificiale”, il nuovo saggio di Luigi Ricci, statistico, analista dei sistemi complessi, saggista e direttore di Barometro, in libreria dall’8 maggio per Lindau Editore.
Il libro esplora le vulnerabilità che oggi attraversano la Chiesa cattolica in un contesto dominato dall’intelligenza artificiale, dalla polarizzazione algoritmica e da nuove forme di pressione geopolitica. Cyberattacchi, deepfake, manipolazione narrativa e conflitti cognitivi diventano strumenti di una guerra silenziosa che non punta necessariamente alla distruzione fisica, ma alla progressiva erosione dell’autorevolezza simbolica e spirituale.
In questo scenario, il Vaticano viene osservato da Ricci non solo come centro religioso, ma come una delle poche istituzioni globali ancora capaci di proporre una visione dell’uomo non riducibile a dato, performance o funzione.
“Oggi non si attaccano più soltanto le infrastrutture o i confini, ma le coscienze – spiega Luigi Ricci -. La vera guerra del nostro tempo è narrativa: si combatte sul significato delle cose”.
Il titolo richiama il concetto informatico di “Zero Day”, ovvero una vulnerabilità sconosciuta che può essere sfruttata senza preavviso. Ricci trasferisce questo paradigma dal campo della cybersecurity a quello culturale, spirituale e antropologico: la fragilità più profonda non riguarda soltanto i sistemi digitali, ma la capacità delle istituzioni di resistere alla manipolazione della realtà.
Nel volume emerge anche il ruolo del Vaticano come “potenza semantica” in un mondo in cui il controllo delle narrazioni e dell’attenzione è diventato centrale negli equilibri geopolitici contemporanei.
Tra i concetti centrali del volume emerge quello di “Evangelo dell’Algoritmo”, una nuova forma di potere simbolico in cui tecnologia, mercato e influenza culturale si intrecciano fino a proporre modelli alternativi di senso, appartenenza e persino salvezza.
Le grandi piattaforme digitali non sono più soltanto strumenti, ma ambienti capaci di plasmare comportamenti, desideri e visioni del futuro.
“Se la realtà può essere riscritta da un algoritmo, anche il sacro diventa vulnerabile – prosegue Ricci -. Il rischio non è soltanto tecnologico: è antropologico. Riguarda il modo in cui l’uomo percepisce se stesso, la propria libertà e il proprio rapporto con il mondo”.
Accanto all’analisi delle minacce, il libro individua anche possibili traiettorie di risposta. Tra queste, i “Ronin digitali”: figure provenienti dal mondo tecnologico che iniziano a interrogarsi sui limiti dell’innovazione, sulla responsabilità degli algoritmi e sulla necessità di preservare uno spazio autenticamente umano nell’ecosistema digitale.
Con uno stile analitico e visionario, “Vaticano Zero Day” si propone come un saggio capace di offrire una chiave di lettura originale del presente. Non un testo rassicurante, ma un allarme culturale: la battaglia del nostro tempo non riguarda soltanto il dominio tecnologico, ma la difesa dell’umano in un’epoca in cui anche la coscienza può diventare terreno di conflitto.
Vaticano Zero Day di Luigi Ricci Lindau Editore
In libreria dall’8 maggio
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